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Centro Studi DiVI

Dall'assistenza
ai diritti

La Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità (CRPD) ha sancito un cambio di paradigma nell’approccio a questa dimensione. Questo interessa particolarmente l’attività dei servizi socioeducativi del sistema di welfare, che si sono storicamente costituiti applicando un paradigma di tipo assistenziale. Il passaggio al modello dei diritti prevede invece di orientare l’intervento all’elaborazione di una rete di sostegni che consentano a tutte le persone di condurre il tipo di vita desiderato, nel mondo di tutti e tutte, sulla base di uguaglianza con gli altri.

Il funzionamento dei sistemi di welfare si articola su vari livelli, che rappresentano punti nevralgici di gestione del potere decisionale e organizzativo. Per aderire alla prospettiva rights-based adottata dalla CRPD, sono necessarie modifiche che investano contemporaneamente il livello normativo, organizzativo e dei modelli operativi. Il compito del legislatore, dell’amministratore e dell’operatore diviene quindi quello di garantire l’esigibilità dei diritti civili e sociali di tutti i cittadini e le cittadine, indipendentemente dalle loro caratteristiche.

Il Centro Studi DiVI si propone di sostenere gli enti deputati a erogare servizi che desiderano assorbire la prospettiva rights-based. Spesso infatti, pur condividendo concettualmente tutti i punti fondamentali del nuovo approccio, è difficile immaginare una pratica alternativa a quella da sempre utilizzata e districarsi tra i vincoli dovuti alle caratteristiche specifiche del territorio. Il Centro accompagna i territori nello sviluppare pratiche di sostegno innovative e emancipatorie, aiutando a progettare un nuovo sistema di procedure che si adatti punto per punto al territorio in cui dovrà essere applicato e alle sue caratteristiche.


Aree di intervento

Normativo

Le condizioni di azione dei servizi sono definite primariamente dalla cornice normativa nazionale, che ne sancisce i compiti e regola l’allocazione delle risorse. Il Centro mette le proprie competenze al servizio della revisione degli impianti normativi per promuovere il modello dei diritti.

Organizzativo

Le normative nazionali sono declinate a livello locale da unità territoriali più circoscritte, come regioni e comuni. A questo livello viene definito l’insieme di processi che regolano l’erogazione dei servizi. Il Centro collabora con gli enti locali e del terzo settore per formulare nuovi modelli organizzativi che consentano di fornire servizi orientati al modello dei diritti.

Modelli operativi

Il Centro offre supporto tecnico e accompagnamento dal punto di vista organizzativo e dei modelli di sostegno psicopedagogico a operatori di servizi e organizzazioni che intendono orientare il proprio operato al paradigma rights based per garantire percorsi di sostegno basati sull’autodeterminazione della persona.

Il Centro lavora con diversi interlocutori

1

Con il Servizio pubblico

che, attraverso gli enti locali e l’articolazione dei servizi socioassistenziali, ha il mandato di garantire, organizzare e sviluppare le reti di welfare. Il Centro mette a disposizione le competenze acquisite nel tempo per supportare l’elaborazione di nuove modalità di funzionamento che concilino un approccio rights-based e le esigenze specifiche dei territori.

2

Con gli enti del terzo settore, le associazioni, i soggetti privati

che sono coinvolti nell’organizzazione e nella gestione dei servizi e dei sostegni alla cittadinanza delle persone nei contesti locali. Grazie all’esperienza maturata, il Centro offre sostegno nell’adozione di pratiche di accompagnamento basate sull’autodeterminazione della persona, in prospettiva di empowerment.

3

Con le persone con disabilità e le loro famiglie

il Centro si impegna a trasferire loro le conoscenze relative ai propri diritti e al funzionamento dei sistemi di welfare, così da facilitare l’orientamento all’interno delle reti di supporto preposte alla fruizione dei diritti di cittadinanza al pari di tutti.

Abbiamo lavorato con