Terza missione

L’Università di Torino è impegnata costantemente in iniziative di coinvolgimento della società.

La Terza Missione, che integra e amplia le attività tradizionali di ricerca e didattica, rappresenta la volontà dell’Ateneo di rafforzare le relazioni tra il mondo della ricerca, la comunità, la scuola, le istituzioni e le imprese. Perché l’incontro e la collaborazione tra questi attori sono necessari alla crescita sociale, culturale ed economica del territorio. (da unito.it)

La finalità primaria del Centro Studi DiVI consiste nella valorizzazione e il trasferimento delle conoscenze mediante una sistematica apertura verso il contesto socio-economico. In quest’ottica, ciascuno dei progetti di ricerca è orientato, fin dalla sua costruzione, alla condivisione e al trasferimento delle scoperte e dei processi implementati alla società civile.

Un’area di attività specifica è quella dei Seminari. Riguarda l’organizzazione di iniziative di valorizzazione, consultazione e condivisione della ricerca, in cui i ricercatori entrano in contatto con un pubblico non specializzato.

Si tratta di eventi pubblici gratuiti, organizzati in sedi universitarie e in luoghi della società civile e invitano alla partecipazione fasce di popolazione interessate o potenzialmente toccate dal trasferimento dell’innovazione, poiché entrano in contatto con le tematiche trattate in termini di ricerca. In quest’ottica sono stati organizzati, tra il 2017 e il 2018, quindici seminari e due cicli da sei incontri.

L’Officina della vita indipendente consiste in un percorso di capacitazione (empowerment) dei genitori di figli con disabilità. Il percorso è attivo dal 2011 ed ha coinvolto dieci gruppi di genitori su tutto il territorio regionale. Dal 2016 il progetto prevede anche la formazione di nuovi operatori per la conduzione di gruppi sul territori extra-regionali. Il programma di empowerment è connesso con iniziative di tipo formativo/laboratoriale che coinvolgono il mondo della scuola:

  1. Laboratori di inclusione nelle classi dei bambini i cui genitori frequentano i gruppi;
  2. Formazione e supervisione personalizzata rivolta agli insegnanti finalizzata a condividere concreti strumenti per l’inclusione scolastica.

Nell’ambito della sperimentazione permanente per la messa a punto di processi di coprogettazione capacitante, la terza missione si declina in attività di supporto al policy making. Il Centro Studi DiVI partecipa alla formulazione di programmi di pubblico interesse, ad esempio, attraverso la stesura di delibere e regolamenti o la formulazione di linee di indirizzo volte all’attuazione di politiche che risultino maggiormente coerenti con i risultati di ricerca e innovazione. In quest’area l’attività del gruppo di ricerca ha dato luogo alla stesura di quattro delibere comunali e alla revisione di un regolamento attuativo regionale, in direzione dell’attuazione delle metodologie sviluppate in questa linea di ricerca.

Il nucleo di progetti denominato “Rete 19” si declina su tre assi:

  1. la ricerca e la messa a punto di metodologie innovative di attuazione della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (area ricerca);
  2. il trasferimento relativamente ai processi ed ai modelli organizzativi finalizzati all’attuazione delle metodologie innovative (area terza missione);
  3. la formazione continua di professionisti di area sociale e psicopedagica alle strategie di innovazione (area terza missione).

In merito al trasferimento dei processi e degli strumenti amministrativi atti al finanziamento e al governo delle pratiche innovative, la principale sperimentazione è costituita da un progetto transregionale che comprende tre zone: Asti città (220.000 abitanti); i 25 Comuni del Consorzio CSSAC di Chieri (103.000 abitanti distribuiti in 25 Comuni) e Gavardo (12.000 abitanti). Nei tre territori, il Centro Studi DiVI lavora in stretta collaborazione con gli enti locali per accompagnarli nella messa in pratica e successivamente nella messa a sistema di una nuova modalità di lavoro in grado di sostenere le persone a vivere nella comunità indipendentemente dalle condizioni di disabilità.

Il progetto connesso al metodo WIDE (Work Intellectual Disability Enviroment) prevede la sperimentazione di metodologie innovative per l’inserimento lavorativo per le persone con disabilità (priority area dell’European Disability Strategy 2010-2020). In quest’ambito la Terza Missione è declinata attraverso interventi formativi promossi in stretta collaborazione con le aziende che vertono sull’innovazione organizzativa del processo produttivo connessa con le necessità di inserimento di un lavoratore con disabilità. In quest’ottica sono stati sviluppati i progetti Dialogare con la disabilità: il valore della diversità” e “Nessuno è solo”.

Nell’ambito del progetto Enjoy the Difference (ETD), il Centro Studi promuove, in collaborazione con l’ufficio disabili dell’Ateneo, percorsi formativi sulla Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità volti alla formazione dei volontari del servizio civile nazionale.