Rete 19 accompagnamento alla vita indipendente

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Il progetto si propone di seguire con modalità sperimentali percorsi di accompagnamento alla vita indipendente di persone adulte con disabilità intellettiva.

Attraverso la conduzione di alcuni percorsi pilota, le istituzioni pubbliche dei territori coinvolti vengono accompagnate ad individuare modalità e pratiche percorribili per innovare il sistema dei servizi che mirano ad accompagnare le persone con disabilità intellettiva alla vita adulta.


Il progetto 19PARI!

Partnership

Il progetto 19 PARI! nasce dalla partnership tra diversi soggetti pubblici e privati con riferimento al territorio di Asti e Alessandria. Il Comune di Asti, che ha aderito alla partenership prima con una disposizione del Sindaco e in seguito con una Delibera di Giunta. Il Servizio Sociale di riferimento, che partecipa attivamente alla fase formativa e progettuale. L’Associazione Cepim, che promuove e sostiene il progetto. L’Associazione ANFFAS di Asti, che aderisce al progetto. L’associazione Centro Down di Alessandria, che promuove e sostiene il progetto. Il Centro Studi per i Diritti e la Vita Indipendente dell’Università degli Studi di Torino, che fornisce il supporto tecnico per la realizzazione del progetto; con il sostegno della Compagnia di San Paolo e

Descrizione

Il progetto accompagna un gruppo di operatori, di giovani adulti (20-40 anni) con disabilità intellettiva e relazionale e le loro famiglie a sperimentare percorsi personalizzati di vita indipendente basati sull’applicazione dell’articolo 19 della Convenzione ONU. Gli operatori verranno formati a costruire insieme alla persona con disabilità e la famiglia il progetto personalizzato di vita indipendente, al fine di rendere esigibile il diritto a scegliere dove e con chi vivere. La metodologia, già sperimentata nell’ambito del progetto VelA-verso l’autonomia- mira a costruire le condizioni di contesto per consentire un’effettiva inclusione nella comunità della persona con disabilità intellettiva come adulto. Dopo una formazione iniziale destinata agli operatori mirata ad approfondire le metodologie di co-progettazione e le pratiche si lavoro coerenti con la prospettiva dei diritti, verranno avviati percorsi di vita indipendente basati sull’attivazione della rete sociale e della comunità del luogo dove la persona ha scelto di vivere. La prospettiva non è quella di proporre percorsi speciali per le persone con disabilità intellettiva, ma di accompagnarle con il sostegno necessario a ciascuno attraverso percorsi più vicini possibile a quelli di tutti i giovani: diversificati, coprogettati ed autodeterminati.

I progetti personalizzati di vita indipendente prevederanno l’attivazione di sostegni sia formali che informali che integrino la dimensione dell’occupazione lavorativa, del ruolo sociale, dell’identità adulta e dell’abitare indipendente, trovando il supporto necessario e personalizzato nella comunità. I percorsi costituiranno una sperimentazione pilota sul territorio, in grado di mettere in atto buone pratiche da trasferire al servizio pubblico. La formazione e gli accompagnamenti verranno effettuati dal Centro Studi Universitario per i Diritti e la Vita Indipendente (sezione di CIRCE) nato all’Università di Torino per diffondere le pratiche messe a punto con la sperimentazione VelA

Gli obiettivi, sia generali che specifici sono declinati per target, finalità del progetto è infatti non solo accompagnare un gruppo di persone ma far crescere il territorio.

Obiettivi generali:

  • servizio pubblico: modificare le prassi di accompagnamento alla vita adulta delle persone con disabilità intellettiva laddove non siano basate sulla Convenzione ONU
  • contesto e comunità: promuovere il cambiamento culturale per favorire l’esigibilità dei diritti per tutti
  • persone e famiglie: rendere esigibile per i partecipanti il diritto ad una vita indipendente nella comunità
  • operatori: introdurre nelle pratiche nuove modalità di lavoro coerenti con la Convenzione ONU

Obiettivi specifici:

  • servizio pubblico: trasferire al servizio pubblico concrete pratiche di costruzione collegiale del progetto con la persona e con la famiglia per il percorso di vita indipendente
  • contesto e comunità: modificare l’immagine delle persone con disabilità intellettiva nella comunità, promuovendo una rappresentazione adulta e attiva
  • persone e famiglie: costruire con le persone che partecipano al progetto e con loro famiglie percorsi di vita indipendente personalizzati che siano sostenibili a lungo termine e consentano alle persone di vivere in modo attivo nella comunità a cui appartengono ed alle famiglie di affrontare con serenità il futuro
  • operatori: formare operatori alle pratiche dialogiche, a quelle basate sui diritti ed alla costruzione collegiale del progetto

Elementi di innovazione

  • Attivazione delle figure genitoriali come elemento cardine, positivo e propositivo del progetto di vita, partendo dal presupposto che i genitori sono i veri esperti del bambino e delle sue reali necessità e potenzialità;
  • Personalizzazione assoluta del percorso, in base a desideri e aspirazioni della persona con disabilità e della sua famiglia, alle caratteristiche del contesto e della rete sociale; • Co-progettazione di tutte le fasi del progetto con la persona con disabilità e la sua famiglia, con la condivisione totale di obiettivi, azioni e metodologia di intervento e coinvolgendo attivamente tutte le figure di riferimento (formali e informali) presenti nella vita della persona;
  • Superamento del concetto di livello di competenze minimo come discriminante per determinare la possibilità di percorsi di autonomia. I percorsi di vita indipendente vedono la costruzione sinergica di competenze e di sostegno;
  • Lavoro sulla rete e sul vicinato come elemento cardine del processo, partendo dal presupposto che la persona con disabilità è già inserita in un contesto sociale da cui non si può prescindere per il successo dell’intervento;
  • Coinvolgimento istituzionale e comunitario nel percorso di vita indipendente finalizzato alla sperimentazione delle pratiche ed alla loro eventuale messa a sistema come risposta alla necessità.

Il progetto è finanziato da Fondazione Compagnia di San Paolo attraverso il bando IntreCCCi.

Articolo 19 V.I.N.C.O. IO!

Si vuole sperimentare un nuovo modello di inserimento lavorativo, rendendo concreto il diritto delle persone con disabilità di coltivare il proprio sviluppo individuale e relazionale. Il modello si declina in queste azioni:

1. Candidature: si incontreranno circa 30 persone per individuare i 12 partecipanti.

2. Percorso di ricerca imprese

3. Incontri con le imprese aderenti: incontri di sensibilizzazione e preparazione delle aziende all’inserimento per promuovere la cultura dell’inclusione.

4. Attivazione tirocinio

5. Inserimento in tirocinio di 12 beneficiari inseriti con un part-time di 6 mesi.

6. Tutoraggio del percorso: realizzato da un operatore adeguatamente formato. Vengono negoziate e definite insieme le mansioni per il tirocinante, facendo particolare attenzione al fatto che queste siano utili all’azienda.

Il tutor lavoro affianca il tutor aziendale e osservano il contesto individuando quali sono gli elementi di barriera e quali le facilitazioni. In questa fase il tutor lavoro forma il tutor aziendale, mostrandogli tutte quelle barriere immateriali (relazionali, linguistiche, d’ambiente...) che rendono difficile un contesto per una persona con disabilità. Il tutor lavoro passa gradualmente da passaggi quotidiani sul luogo di lavoro ad un monitoraggio telefonico. Monitoraggio mensile scritto con check periodico della prospettiva di assunzione attraverso lo strumento elaborato. Al momento di decidere per la contrattualizzazione del lavoratore, il tutor lavoro fornisce consulenza sugli sgravi a cui l’azienda ha diritto e accompagnamento amministrativo.

7. Laboratorio sui diritti per le pari opportunità: incontri in piccolo gruppo per presentare i diritti sanciti dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, rafforzare la percezione delle proprie capacità e potenzialità.

8. Supervisione attività tutor di inserimento: si prevede, per gli operatori, una riunione di equipe con intensità a scalare.

9. Monitoraggio e valutazione: il gruppo di lavoro si incontrerà periodicamente per monitorare l’andamento e condividere le prassi, le tempistiche e far emergere eventuali difficoltà; al termine delle attività si effettuerà una valutazione complessiva alla luce del materiale raccolto. Sarà l’Università ad avere il cappello della valutazione, intesa come un’attività di studio e approfondimento degli elementi risultanti dagli strumenti utilizzati per indagare gli indicatori scelti in fase di progettazione.

10. Coordinamento delle attività: Il progetto richiederà un’organizzazione e un coordinamento a più livelli delle risorse umane il più flessibile ed efficace possibile.

11. Disseminazione: L’operazione di disseminazione dei risultati nel suo complesso si struttura sull’idea che siano gli stessi attori coinvolti nei Progetti a presentarne le caratteristiche e gli elementi di novità attraverso la creazione, con il supporto di personale preparato, di un evento conclusivo al quale verranno invitate tutte le parti coinvolte. L’idea è quella di accrescere la visibilità dei risultati prodotti, raggiungendo un target simile a quello dei destinatari del progetto per rafforzare ed ampliare il coinvolgimento, la partecipazione dei gruppi di riferimento e l’impatto del percorso effettuato.